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Vini Basilicata qualità e DOC PDF Stampa E-mail

“L’incarico affidato dal Ministero alle Politiche Agricole alla Cciaa di Potenza per il controllo delle produzioni vinicole Doc “Terre dell’Alta Val d’Agri” e “Matera” rafforza l’impegno dei viticoltori lucani sulla qualità dei nostri vini

... e allontana (almeno per ora) l’allarme che nei mesi scorsi avevamo lanciato con l’entrata in vigore, dal primo agosto 2009, della nuova classificazione dei vini dettata dalla Comunità Economica Europea e prevista dalla nuova Ocm vino, con il rischio di un solo Dop (Aglianico del Vulture) e una sola Igp Basilicata in sostituzione delle attuali denominazioni”.
E’ quanto sostiene il vice presidente della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, Paolo Carbone, per il quale “si creano dunque le condizioni per lavorare con maggiore serenità intorno ai programmi vitivinicoli e quindi ad attuare gli investimenti previsti per il 2009 dai titolari delle aziende, oltre che dagli imprenditori del settore, in attesa che in quest’anno sia predisposto l’atteso Piano di Settore Vinicolo”.
“Intanto - aggiunge - mentre i consumi interni continuano a calare, tanto che secondo l’Assoenologi oggi siamo a 49 litri pro-capite contro gli oltre 100 degli anni Settanta, le esportazioni, sia pure tra alti e bassi, sono tornate a volare anche per i doc lucani. E’ difficile però pensare ad un sensibile incremento dei consumi interni e, pertanto, nei prossimi anni lo sviluppo si giocherà sulla capacità di individuare e conquistare sempre maggiori spazi all’estero. Ma questo non sarà facile visto che i concorrenti stranieri aumentano e con sempre maggiore aggressività”.

 “E’ necessaria - dice Carbone - una svolta positiva e tracciare una strategia che apra una stagione nuova di politica agraria ed agro-alimentare in Basilicata che permetta agli agricoltori di operare con reali certezze e nella prospettiva di un rilancio dello sviluppo e della competitività. L’individuazione di un marchio come la “girandola di Orizzonti Lucani” deve rappresentare l’avvio di questa nuova fase. Il tutto va riempito di contenuti, a partire dalla definizione di un regolamento che disciplini il funzionamento del marchio, all’adozione di scelte politiche per sostenere ed accompagnare le imprese agricole verso il mercato, alla costruzione di nuove relazioni nell’ambito delle filiere.
Modernizzare - conclude - il sistema agricolo riconoscendo una nuova centralità del comparto nell’economia lucana attraverso una incisiva politica agro-alimentare e agro-rurale-ambientale”.

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